Cammino di Quaresima 2026
“Acqua e luce” della vita - I domenica
E’ lo slogan che abbiamo scelto, assieme ai catechisti, per il cammino quaresimale di quest’anno.
Ci faremo guidare e ispirare dalla ricchezza dei Vangeli delle domeniche, tradizionalmente utilizzati nel percorso di preparazione al Battesimo, per dare slancio e freschezza alla nostra fede.
Durante le messe domenicali cercheremo di curare alcuni momenti della liturgia eucaristica per aiutarci a partecipare con più consapevolezza alla preghiera comunitaria.
In questa prima domenica evidenzieremo l’atto penitenziale con il rito dell’aspersione con l’acqua benedetta.
Una delle funzioni dell’acqua è quella di pulire; anche nella nostra vita spirituale abbiamo bisogno di purificare il nostro cuore da tante paure, timori e incertezze che bloccano il cammino della nostra vita e ci rendono
persone dal cuore triste. La grazia che ci offre il Signore può dare “nuova lucentezza” alla nostra vita e nuovo vigore per affrontare gli impegni e le fatiche quotidiane.
“Acqua e luce”: che bellezza!
“Luce che rivela” - II domenica
Domenica scorsa ci siamo soffermati sul segno dell’acqua: abbiamo invitato le persone a portarsi a casa una bottiglietta di acqua benedetta e di usarla per iniziare la giornata facendo il “segno della croce”. Un gesto molto semplice ma di grande valore spirituale, perché ci richiama il nostro essere
- “figli”, grazie al battesimo che abbiamo ricevuto,
- “amati”, di un amore gratuito da Dio Padre,
- “accompagnati”, da una comunità di fratelli e sorelle.
In questa seconda domenica di quaresima ascolteremo il brano evangelico della Trasfigurazione: il volto di Gesù brilla come il sole, le sue vesti diventano candide come la luce e la voce del Padre invita ad ascoltarlo.
È una luce che rivela chi è davvero Gesù. Non è solo un maestro, un profeta: è il Figlio amato. Durante la celebrazione delle messe metteremo in evidenza la Parola di Dio perché è luce che rivela: illumina le scelte, smaschera le false sicurezze, orienta i passi di quanti desiderano seguire Gesù. Chi si lascia illuminare dalla Parola impara a riconoscere la presenza di Dio anche nelle notti della vita.
Signore,
fa’ che ascoltiamo la tua voce
quando fatichiamo nei momenti difficili della croce
con la certezza di raggiungere la pienezza della risurrezione.
Illumina la nostra vita per vedere la realtà con occhi diversi
e a non fermarci alle apparenze.
Rendi la nostra vita
riflesso della tua luce. Amen
“Acqua che disseta” - III domenica
La terza domenica di Quaresima ci conduce al «pozzo di Sicar», nella regione della Samaria. Gesù è in cammino verso Gerusalemme, è esausto dalla fatica. I discepoli si sono allontanati momentaneamente per fare provviste di cibo in paese. In quel momento arriva una donna per attingere acqua.
Il dialogo tra Gesù e la donna parte da un bisogno semplice, la sete e si apre progressivamente a una sete più profonda: quella dell’amore, della verità, di vita piena. Gesù non giudica, ma accompagna la donna a riconoscere la sua storia e il suo destino nascosto.
L’evangelista Giovanni fa scoprire il dono di un’acqua «viva» perché portatrice di vita, perché dono del Dio Vivente.
Signore Gesù,
tu conosci la nostra sete profonda.
Avvicinati anche a noi,
parla al nostro cuore
e donaci l’acqua viva del tuo Spirito.
Liberaci dalle false sorgenti che non dissetano
e fa di noi dei testimoni gioiosi
del tuo amore che rinnova
“Luce che attrae” - IV domenica
Siamo arrivati alla quarta domenica di quaresima.
Con il cieco nato, il tema dell’acqua si unisce a quello della luce. Gesù compie un gesto che richiama la creazione: impasta il fango e lo spalma sugli occhi dell’uomo, poi lo manda a lavarsi. Dopo quel lavaggio, il cieco vede.
Non si tratta solo di una guarigione fisica, ma di un cammino interiore: l’uomo passa da una conoscenza iniziale di Gesù, a una fede sempre più consapevole, fino a riconoscerlo come il Signore. Al contrario, coloro che pensavano di vedere, restano chiusi nella loro cecità.
Chi si lascia illuminare dalla luce di Cristo, non resta fermo ma viene attirato a partecipare alla mensa eucaristica, dove la luce diventa comunione e vita condivisa.
La Quaresima è un tempo in cui chiediamo al Signore di aprire i nostri occhi, di guarire le nostre resistenze, di farci uscire dalle ombre che ci impediscono di vedere bene.
Signore,
guarisci le nostre cecità,
le paure e i pregiudizi
che ci impediscono di vedere bene.
Donaci uno sguardo limpido,
capace di riconoscerti presente
nella nostra vita di ogni giorno.
Fa che camminiamo sempre verso la tua luce. Amen
“Acqua che vivifica” - V domenica
La quinta domenica di quaresima ci porta a Betania: Gesù si ferma davanti al sepolcro di Lazzaro, condivide il pianto delle sorelle e pronuncia parole che aprono alla vita: «Vieni fuori!»
È un invito che raggiunge anche noi: lasciamoci chiamare fuori da ciò che ci appesantisce, dalle paure, dalle stanchezze che sembrano chiuderci in noi stessi. Per Lazzaro la morte fisica è un appuntamento solo rimandato. Il segno infatti non è l’eliminazione della morte, ma il credere che Gesù è più forte della morte e dunque non sarà questa a dire l’ultima parola.
L’acqua del battesimo ci ricorda la vita nuova che inizia fin da quaggiù: una vita feconda di bene, di accoglienza, di misericordia, di tenerezza. È questa vita che si dilata continuamente e trova la sua pienezza nell’eternità.
Signore Gesù,
tu hai pianto davanti alla tomba dell’amico
hai chiamato Lazzaro alla vita.
Entra anche nelle nostre oscurità,
sciogli ciò che ci tiene legati
e dona speranza al nostro cuore.
Quando ci sentiamo chiusi nella paura,
fa’ risuonare anche per noi la tua voce:
“vieni fuori!”
Fa crescere in noi la fede
nella vita che non muore. Amen
Viviamo la Settimana Santa
Domenica delle Palme e della Passione del Signore
Con la domenica delle Palme entriamo nella Settimana Santa dove celebriamo i misteri pasquali della nostra fede: la passione, la morte e la risurrezione del Signore.
La liturgia di questa domenica tiene insieme due poli: la gioia dell’accoglienza e il dolore della passione.
La celebrazione è strutturata in due momenti distinti e complementari: la commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme, con la processione e la celebrazione eucaristica nella quale viene proclamata la Passione del Signore.
Il camminare insieme rende visibile il nostro impegno di seguire Gesù non come folla anonima ma come comunità che sceglie il Vangelo.
I rami d’ulivo che porteremo a casa siano un segno che indicano la nostra fede in Gesù, “mite e umile di cuore”, re di pace e di giustizia.
Giovedì Santo: “Cena del Signore”
Con la liturgia serale del Giovedì Santo si apre solennemente il santo triduo pasquale. La celebrazione festiva di questo giorno mette in evidenza tre grandi doni: l’eucaristia, il sacerdozio ministeriale e il comandamento dell’amore.
Celebrare l’eucaristia significa dunque entrare in una logica di vita donata e non limitarsi a un rito. Non basta adorare Cristo nell’ostia consacrata se poi non lo riconosciamo nei piedi sporchi dell’altro, nella fragilità, nella povertà, nella ferita di chi ci è accanto. Il Giovedì Santo ci invita a vigilare su una tentazione sempre attuale: separare il culto dalla vita.
Venerdì Santo: “Passione del Signore”
È la croce gloriosa a dominare la liturgia di questo giorno, per cui la passione e la morte del Signore non paralizzano la Chiesa ma infondono maggiore fiducia nell’aiuto divino, nella certezza della risurrezione.
Non è un giorno di lutto ma di contemplazione del mistero dell’amore di Dio. Come possiamo rimanere insensibili davanti a un amore che giunge fino alla morte pur di non abbandonarci?
Sabato Santo
È in giorno il cui Dio sembra assente perché siamo invitati a contemplare il mistero della sepoltura, come di un seme che attende di germogliare. È il giorno della speranza nascosta.
“Veglia Pasquale”: la Risurrezione del Signore.
· L’oscurità della notte sembra far da padrona: ma Tu, Signore, sei la luce del mondo, assieme a te possiamo sconfiggere le tenebre del male.
· Siamo distratti da mille parole: ma Tu, Signore, sei la Parola vera che dispiega davanti a noi una storia di salvezza.
· I deserti di questo mondo ci spaventano, ci mostrano le conseguenze dell’odio e della violenza: ma Tu, Signore, sei l’acqua che rigenera, la sorgente che disseta.
· Con Te, non avremo più paura perché sei il Pane che ci nutre nel nostro pellegrinaggio. Tu sei il Signore della storia.
Lasciamo cadere ciò che ancora appesantisce il nostro cuore e accogliamo la grazia della risurrezione. Tanti auguri di buona Pasqua
Don Francesco